Apprendere a Scuola: educare alla relazione


intelligenza emotiva(19)
Tutti siamo consapevoli che la qualità della nostra vita è strettamente correlata alla qualità delle nostre interazioni con gli altri, eppure nei curricula scolastici non vi è traccia di una educazione alla relazione nessuno, istituzionalmente, si preoccupa di insegnare alle nuove generazioni a comunicare e relazionarsi in modo sano e costruttivo. Essere in grado di ascoltare, conoscere e rispettare l’altro, l’altro da noi, il “diverso”; è fondamentale e lo è, in particolare, nel contesto di una società resa sempre più “liquida” dalla esizialità dei confini, dalla volubilità delle definizioni, dalla confusione dei ruoli e dei generi; un “non luogo”in cui non è scontato nemmeno discernere il reale dal virtuale. Il sistema scolastico italiano, purtroppo, ha un impostazione educativa ancora troppo vincolata al modello logico – deduttivo focalizzata, più che altro, sugli aspetti cognitivi a discapito della dimensione emotivo- intuitiva.

Il processo di apprendimento non può più essere solo una questione di acquisizione di nozioni e prescindere dall’“esperienza” nella accezione più profonda, viva  e oserei dire spirituale del termine.Lo psicoanalista inglese Wilfred Bion ha coniato il termine “apprendere dall’esperienza” (1963) riferendosi ad”…una modalità di apprendimento che comporta la partecipazione ad un’esperienza emotiva tale da indurre un cambiamento nella struttura della personalità”. La sua teoria definisce un modo di guardare alla conoscenza che si fa carico della complessità dell’individuo nella sua interezza. Due cose importanti sono da sottolineare in questa definizione: l’esperienza ha sempre a che fare con un vissuto emotivo; apprendere dall’esperienza implica sempre una trasformazione profonda di sè stessi, inoltre, riguardo all’“oggetto”, della conoscenza , “…cio che viene appreso è il significato di ciò che è stato interiorizzato ……, ma si imparerà anche qualcosa circa le modalità di pensiero utilizzate ..”. Si evince, dunque, che esiste un nesso tra la comprensione di qualcosa (un evento, un concetto, un’idea,…) e la comprensione di sè ovvero tra cognizione e meta-cognizione. (D. Meltzer, M. Harris, 1983).

 

Più recentemente gli studi di Goleman, hanno evidenziato la necessità di considerare l’elaborazione emotiva e le capacità relazionali, motorie, artistiche come espressioni fondamentali di quella che, comunemente, chiamiamo intelligenza. Saper comunicare con efficacia, saper ascoltare, gestire le relazioni interpersonali, essere capaci di mediare tra le proprie e altrui esigenze, interpretare e usare in modo consapevole i codici della comunicazione non verbale, osservare e comprendere le dinamiche relazionali, riconoscere le emozioni che animano noi e gli altri, imparare in certe situazioni a essere dentro e fuori l’ emozione stessa, la relazione, l’identificazione in un ruolo; non sono doti innate, caratteriali, come in genere si tende a credere ma skill, potenzialità che si possono sviluppare ed e-ducare (dal latino e-ducere: portare fuori) attraverso metodi e strumenti appropriati.

l’intelligenza emotivo-relazionale è importante, quanto se non più dell’intelligenza cognitiva anche perché gli studi neuropsicologici dimostrano che in realtà sono espressioni di un sistema integrato, emisfero destro e sinistro del cervello interagiscono attraverso un fascio di connessioni mediali , chiamato corpus callosum. Non vi è comprensione piena, un reale “apprendere dall’esperienza” senza la complementarietà di un processamento in parallelo e sequenziale”, lineare” e non lineare, asimmetrico e simmetrico dell’informazione in assenza di capacità metacognitiva; ossia capacità di definire il contesto” virgolettarlo”. Una dialettica degli opposti è insita nella struttura della mente e permea il processo di conoscenza. La filosofia cinese ha sempre sottolineato la natura complementare dell’intuitivo e del razionale, definedole espressioni della polarità archetipica e universale rappresentata dai concetti di Yin e Yang. (Barone D. 2007)

Bibliografia

Augè M. (1999) Nonluoghim Ed. Eleuthera, Milano

Baumann Z. (2002) Modernità liquida, Ed. Laterza, Roma-Bari

Barone D. (2007, “La costruzione dell’esperienza in internet”), in Rivista della S.I.P. tech, Società italiana di psicotecnologie e clinica dei nuovi media, anno 5, 1, Franco Angeli, Milano.

Bion W. R. (1962) Apprendere dall’esperienza, trad.it. 1983, Armando

Meltzer D. e Harris M. (1983) Il ruolo educativo della famiglia, trad.it. 1986, CST.

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