Storia della Psicologia in Italia: riferimenti filosofici

PsicologiaFino alla metà dell’ottocento la psicologia non ha avuto nessuno di quei caratteri per cui
potesse essere classificata come scienza autonoma. Essa, come osservazione attenta del
comportamento umano, è sempre stata considerata un aspetto della filosofia.
L’empirismo inglese, a partire da Hobbes per proseguire poi con Locke, Berkeleye Hume,
nell’esonerare il concetto dell’io metafisico e nell’affermare che la coscienza dell’io è solo
fenomenica, crea una profonda scissione tra filosofia e psicologia. Con Herbart, Weber e
Fechner si cerca di introdurre l’applicazione di procedimenti matematici in psicologia,
dimostrando cosi che anche questa disciplina può vestirsi di un certo rigorismo scientifico. Il
carattere sperimentale si viene affermando sempre di più per opera, oltre che di Weber e
Fechner, anche di Muller e di Helmholtz. Wundt ha il merito di condurre il metodo
psicofisico su base matematica e di applicarlo alle diverse situazioni sperimentali. Alla nascita
della psicologia scientifica contribuisce lo sviluppo ed il progresso delle varie discipline che si
verifica nella prima metà dell’800, così gli studi di fisiologia portano all’affermazione della
dicotomia tra le funzioni sensorie e motorie del sistema nervoso; la definizione di arco
riflesso, ad esempio, esclude l’azione della volontà dell’uomo nella trasformazione di un
eccitamento sensorio in uno motorio, mentre la scoperta della velocità dell’impulso nervoso
apre una nuova prospettiva nella misurazione dei processi psichici. Particolare influsso
esercitano inoltre gli studi di neurofisiologia e di frenologia, che hanno il merito di ipotizzare
il concetto di molteplicità delle funzioni delle diverse parti del cervello. E’ comunque in
Germania che si sente più marcata l’esigenza di scientificità. Qui nascono i primi laboratori
sperimentali, dove si formano generazioni di studiosi, non solo tedeschi, ma anche inglesi,
francesi, italiani, russi e in particolar modo americani. Diversa è l’impostazione degli studi
psicologici in Inghilterra, l’orientamento prevalente è quello dell’analisi delle differenze
interindividuali, da cui nasce il problema della loro misurazione con appositi strumenti quali i
test ed i metodi statistici.
In Francia la psicologia, strettamente legata alla psichiatria, si orienta verso la
psicopatologia intesa come strumento per approfondire la struttura dei processi intellettivi
normali.
Negli stati Uniti invece, specie ad opera del pensiero di James e più tardi di Dewey, ha un
orientamento pragmatico-funzionale; solo in seguito, con la diffusione della teoria della
Gestalt, nata in Germania come reazione all’elementismo e associazionismo wundtiano, essa
si avvia verso una fase più teorica e di ricerca.
E’ importante sottolineare che, al di là delle differenti tradizioni filosofico culturali,
ovunque e quasi contemporaneamente è avvertita la necessità di dotare, immediatamente, la
nascente disciplina di un solido statuto epistemologico.
L’obiettivo che ci si pone è definire con chiarezza oggetto e metodi di studio in modo che
una futura scienza psicologica, emancipata da retaggi filosofici e metafisici, possa distinguersi
dalle altre scienze. Secondo la recente analisi storica di Cimino e Dazzi (1998) sarebbe stata
questa consapevolezza epistemologica e non l’inizio di una sperimentazione di laboratorio in
sé a preludere alla nascita di una vera psicologia scientifica.

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