Mutazioni psicotecnologiche: il tramonto del brainframe alfabetico

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Derrick De Kerckhove, sostiene che il sistema nervoso (il luogo privilegiato dell’interazione fra corpo, pensiero e ambiente) non si sviluppa… “solo anatomicamente, seguendo la programmazione genetica innata, ma anche neurologicamente, seguendo una programmazione culturale”. (de Kerckhove 1996 pag 114)

L’esperienza umana si fissa, dunque, nel sistema nervoso sotto forma di “programmi” (ovvero abitudini neurologiche) che possono essere utilizzati (applicati) in diverse funzioni e operazioni tanto mentali quanto fisiche; questo significa che l’esposizione prolungata ai media determina l’emergere di strutture neurologiche specifiche che condizionano in modo specifico l’esperienza della mente e del corpo; non puo’ esistere, pertanto, secondo il filosofo canadese, una forma di pensiero o di essere al di fuori del campo di condizionamento istituito dalle tecnologie della comunicazione (psico-tecnologie) diffuse nella societa’: “Noi siamo costantemente creati e ricreati dalle nostre stesse invenzioni. Il mito della fondamentale universalita’ del genere umano e’ solo il prodotto di un auspicio dei filosofi settecenteschi. La nostra realta’ psicologica non e’ una cosa ‘naturale’. Almeno in parte dipende dal modo in cui l’ambiente, e quindi anche le nostre estensioni tecnologiche (ovvero i media), ci condizionano”. (1996 p. 16)

Questa concezione suggerisce che e’ possibile definire una storia dell’intelligenza in cui ad ogni “medium” della comunicazione corrisponde una forma di pensiero specifica.
Il programma insito nel codice alfabetico, ad esempio, basato sul principio della frammentazione e della sequenzialita’ orizzontale e’ stato il supporto di un pensiero particolare: quello celebrato in modo inequivocabile nei dialoghi platonici (il logos dialettico) e nei testi prosaici di Aristotele; il pensiero teoretico scientifico basato sulla dimostrazione sillogistico-deduttiva cioe’ sull’analisi sequenziale e lineare dei concetti e degli enunciati.

Quello che De Kerckhove, tiene a sottolineare e’ che ogni psicotecnologia agisce sui suoi usufruitori abituali, mettendone in forma non tanto la mente ontologica quanto il “meccanicistico” cervello; strutturando una specifica organizzazione neurale cognitiva ed emotiva che l’ex allievo di Mcluhan chiama “brainframe”:“Un brainframe e’ qualcosa di diverso da un atteggiamento o da una mentalita’, pur essendo tutto questo e molto di piu’. Pur strutturando e filtrando la nostra visione del mondo, esso non e’ esattamente un paio d’occhiali di tipo particolare dato che il brainframe non e’ mai localizzato nella struttura superficiale della coscienza, ma nella sua struttura profonda”. (1993).

Dunque le nuove tecnologie della comunicazione modificano il “brainframe”, la “cornice mentale” alfabetica, interferiscono e interagiscono con il processo di selezione e filtro delle informazioni, con lo “script” biologico e culturale implicato nel processo di costruzione attiva ma automatizzata e inconsapevole dell’esperienza del reale. A tal proposito è interessante rilevare il paradosso per cui la mutazione psicotecnologica in atto comporti una rivalutazione del sensorio, globale, emotivo, accomunando per questi aspetti l’attuale “brainframe”, associato allo sviluppo di una intellligenza collettiva-connettiva, a quello vigente in un periodo storico in cui le modalita’ di trasmissione della cultura erano regolate dall’oralita’ (dalla conquista del linguaggio da parte dell’Homo Habilis, fino all’introduzione della stampa a caratteri mobili nel 1450 circa)

Caratteristiche fondamentali del web sono:

  • La Connettivita’, intesa come facilita’ di accesso a tutte le informazioni e a diverse tipologie di sapere.
  • L’Ipertestualita’, che permette la convergenza in unico medium di tutte le modalita’ di comunicazione e, dunque, l’accesso, contemporaneo, a testo e contesto liberi da quei vincoli spazio-temporali di vicinanza e compresenza fisica imposti dalla comunicazione orale2.
  • L’Interattivita’, che rende possibile modificare il contenuto visualizzato sullo schermo e sottoporre le proprie modifiche a qualcun altro attraverso la “rete”.

Tali caratteristiche supportano, lo sviluppo di una comunicazione interattiva, in grado di mobilitare il patrimonio epistemico dei singoli soggetti per dar vita ad una nuova forma di intelligenza collettiva-connettiva, ma se da un lato, tale intelligenza, evolve attraverso l’integrazione cognitiva degli individui; dall’altro, a livello individuale, si associa a nuove modalita’ di significazione e costruzione soggettiva dell’esperienza nella misura in cui, i limiti e le limitazioni che condizionano “il processo conoscitivo” nel reale, sono, nel contesto virtuale meno importanti e ad essi subentrano nuove capacita’, nuovi vincoli o “non vincoli” elettronici, indipendenti dal programma della sopravvivenza biologica; gli stessi concetti di tempo e di spazio, osserva Caronia“non sono piu’ cosi’ “oggettivati” come nella concezione deterministica della scienza, sembrerebbero piu’ influenzati da una dimensione relativistica o quantistica”. ( 2005)

 

 

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NOTE e BIBLIOGRAFIA:

  1. La fisica quantistica sostiene che ad ogni particella (quanto) si puo’ associare un’onda, e ogni onda e’ una manifestazione di una particella. Max Born preciso’ che questa onda rappresenta la “probabilita’”, nel senso che “predice” quali futuri siano possibili per quella particella..Lo stato di una particella e’ dato dalla sovrapposizione di tutti i suoi possibili futuri..A far collassare la funzione d’onda e’ l’interferenza di un altro sistema; dunque, se cerco di misurare una quantita’ di un sistema (la sua velocita’, per esempio), faccio collassare la funzione d’onda e, pertanto, leggo un valore per quella quantita’ che prima era semplicemente una delle tante possibilita’. E’ il mio atto di osservare a causare la “scelta” di quel particolare valore della velocita’ fra tutti quelli possibili.

 BIBLIOGRAFIA

Capra F. (1989) Il Tao della fisica Adelphi Milano

Caronia A. (2005) Intervista reperibile sul sito www.pol-it.org

De Kerckhove D. (1996) La pelle della cultura Costa & Nolan

De Kerckhove D. (1999) L’intelligenza connettiva Aurelio De Laurentis Multimedia, Roma

Levy P. (1995) Il virtuale Raffaello Cortina, Milano

Levy P. (1996) L’intelligenza collettiva. Per un’antropologia del cyberspazio Feltrinelli, Milano

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